L’abbazia di San Piero in Campo, oggi chiesa dell’Ascensione di Gesù, si trova nell’omonima località del sud della provincia di Siena e fa parte della diocesi di Siena.
Le sue origini risalgono al 1031, quando fu edificata sulla riva destra del fiume Orcia sotto il patronato dei conti di Sarteano. Nel corso dei secoli ha cambiato gestione tra Benedettini e Camaldolensi, e, con il tempo, l’antico complesso è caduto in rovina, lasciando oggi solo alcuni resti.
Cosa vedere
- Esterno: alcune formelle decorate, abside semicircolare del XII secolo con archetti pensili spartiti da semicolonne.
- Interno: l’ingresso originale è stato chiuso e sostituito da un accesso laterale; due dei tre arconi originari sono stati tamponati per ricavare locali civili, attualmente non visitabili.
- Passeggiando intorno alle mura si può percepire l’atmosfera di misticismo che caratterizzava il luogo nei secoli passati.
Curiosità
- I Camaldolensi affidarono l’abbazia alla protezione della Repubblica senese nel 1231 per sfuggire ai conti Manenti e ai diritti dei vescovi di Chiusi.
- Nel 1243 tentarono di rivolgersi al comune di Montepulciano, sotto controllo fiorentino.
- Nel 1324 la Badia e l’Eremo del Vivo furono uniti al monastero della Rosa a Siena e successivamente a quello di Santa Mustiola.
- Oggi il silenzio e la solitudine originaria non esistono più, ma chiudendo gli occhi è possibile immaginare l’atmosfera spirituale di un tempo.