Castelluccio della Foce, spesso chiamato semplicemente Castelluccio di Pienza, è un antico castello e fattoria fortificata situato sui colli della Val d’Orcia, nel comune di Pienza, nei pressi del valico della Foce, lungo la strada che collega la Val di Chiana alla Val d’Orcia.
Il complesso è caratterizzato da due torri angolari rotonde e dai resti delle antiche mura difensive, oggi in gran parte ridotte ai basamenti.
In passato conosciuto anche come Castelluccio dei Bifolchi, dal nome dei primi proprietari, il castello sorge su una collina a circa 10 km da Pienza e da Chianciano Terme. Dal 1320 fece parte del territorio della Repubblica di Siena, assumendo un ruolo strategico nel controllo degli accessi alla valle.
Nel 1390 una parte del complesso fu donata all’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena e trasformata in grancia, ovvero una fattoria fortificata destinata alla gestione agricola e al controllo del territorio; tale funzione rimase attiva fino al 1787.
Nel 1556, dopo varie vicissitudini belliche, i fiorentini occuparono definitivamente il Castelluccio e ne smantellarono le mura. Successivamente i Medici lo restituirono all’Ospedale della Scala, che ne mantenne il possesso fino al 1783. In quell’anno il Granduca di Toscana dispose la cessione di una piccola porzione del complesso al cappellano per consentire la costruzione della chiesa dei Santi Bernardino e Andrea Apostolo, situata all’interno del castello, in ricordo della predicazione di San Bernardino da Siena nel Quattrocento.
Nel corso dei secoli il castello passò attraverso diversi proprietari e conobbe differenti utilizzi, pur mantenendo la struttura tipica delle grance senesi.
Nel 1934 Castelluccio entrò a far parte dell’azienda agricola La Foce, una delle tenute più celebri della Val d’Orcia, resa famosa da Iris e Antonio Origo, che vi abitarono e contribuirono alla valorizzazione del paesaggio e della cultura locale.
Il castello ha ospitato eventi culturali, tra cui il festival “Incontri in Terra di Siena”, rassegna di musica e attività artistiche che anima la zona durante il periodo estivo. L’edificio non è sempre aperto al pubblico, ma può essere ammirato dall’esterno o visitato in occasione di eventi culturali che ne consentono l’accesso.
Negli ultimi anni il complesso ha cambiato proprietà; sono stati avviati alcuni interventi e progetti di cui l’esito e il completamento risultano ancora in fase di definizione.