Cosa fare a Pienza

Ammirare i panorami mozzafiato

Pensare a Pienza vuol dire associare subito alla ‘città ideale’ la suggestione regalata da magnifici panoramici.

Una fama meritata perché, per far spaziare lo sguardo e godere di viste uniche al mondo, è sufficiente intanto trattenersi nel centro storico. Il versante meridionale dell’abitato è interamente affacciato sulla Val d’Orcia e, in ogni stagione, offre visuali straordinarie per ampiezza e armonia.  

I belvedere nel centro della cittadina 

Dai belvedere del quartiere di Gozzante, di origine medievale, il più antico di Pienza, recentemente restaurato, e, procedendo lungo quel versante, dagli spalti di Via del Casello, dove si trova anche lo slargo dedicato a Mario Luzi, la Val d’Orcia si apre ad una vista che non ha uguali. Da oriente, nell’ordine, appaiono alla vista Monticchiello, il Monte Cetona, Contignano, Radicofani, Campiglia d’Orcia, il Monte Amiata, Castiglione d’Orcia, Rocca d’Orcia, Bagno Vignoni, Vignoni, San Quirico d’Orcia e Montalcino. A questo percorso si può accedere anche da Corso Il Rossellino, direttrice principale del centro storico, imboccando traverse appartate dai nomi indimenticabili come Via della FortunaVia dell’Amore e Via del Bacio. Sbucando sul panorama da questi vicoli, intitolati così per inneggiare alla pace, la sensazione è quella del classico “tuffo al cuore”.  

La magia dei tramonti, l’incanto, con i profumi naturali, di Via S. Caterina 

Ed è rivolgendo lo sguardo ad occidente che, soprattutto nelle sere d’estate, tutti cercano di vivere la magia di tramonti, ogni volta diversi e più spettacolari; il rito praticato da migliaia di visitatori è assistere al calare del sole centellinando un aperitivo, in una condizione di assoluta serenità. La stessa vista viene offerta da Via Santa Caterina, percorso pedonale reso ancor più suggestivo dal fondo sterrato, che, a due passi dal centro storico, parte dai giardini pubblici e conduce verso la pieve intitolata alla Santa e poi al cimitero, prima come un balcone sulla vallata, poi attraverso boschetti e uliveti che mandano profumi di piante e frutta che rendono l’esperienza ancor più completa e indimenticabile. Da Via Santa Caterina le colline appaiono come se fossero vicinissime, alternandosi ai bianchi calanchi e alle acque termali, mentre le strade che portano ai poderi sono punteggiate di cipressi, il tutto in un ordine, meglio, in un’armonia che è anche espressione dell’orgoglio di chi vive queste terre. I calanchi, come le biancane, sono formazioni del terreno argilloso che ha assunto quelle affascinanti forme sotto l’azione del vento, del sole e della pioggia.

La famosa strada di Lucciola Bella

Dalla Pieve di Corsignano, situata a circa 500 metri dal centro, ad un livello inferiore, si può ammirare il panorama di campi coltivati e cipressi immortalato dal film “Il Gladiatore” di cui si parla più diffusamente nella sezione “Cinema a Pienza”. Altro panorama imperdibile è quello che si gode dalla Fattoria della Foce, in origine, nel tardo ‘400, ostello per pellegrini e mercanti in viaggio lungo la Francigena.
Ci troviamo all’intersezione tra i territori di Chianciano TemeSarteano e Pienza e appunto a Pienza appartiene la famosa strada di Lucciola Bella, opera, tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, dell’architetto e paesaggista inglese Cecil Pinsent. Il percorso sale a zig-zag, con ampi tornanti, verso la sommità della collina, regalando allo sguardo un’impressione di armonia e, allo stesso tempo, di dinamismo. 
Nella Riserva naturale di Lucciola Bella, che è stata per decenni set prediletto per spot pubblicitari, è stato ritrovato il fossile di un delfino, testimonianza della presenza del mare nel Pliocene.  

Il panorama da Monticchiello, la Quercia delle Checche

Altro imperdibile belvedere è quello di Monticchiello: anche in questo caso è tutto molto agevole, visto che l’ampio piazzale antistante Porta Sant’Agata, dal ‘200 unico accesso al borgo fortificato, è come una balconata sulla Val d’Orcia. Visione imperdibile, anche se non strettamente panoramica, è quella della Quercia delle Checche, situata proprio al fianco della SP 53, altresì detta della Val d’Orcia che, dalla zona di Radicofani, porta a Bagno Vignoni. La pianta è antichissima, si stima che abbia più di 400 anni e prende il nome dalla gazza, uccello qui chiamato “cecca” o “checca”. Imponenti sono le sue dimensioni: il tronco ha un perimetro di 4 metri e mezzo, due stupefacenti braccia, parallele al terreno, si allungano per circa 20 metri. Purtroppo “il quercione”, che offre un’immagine di imponenza e stabilità, ha subito, negli anni, sia gli effetti dei fenomeni atmosferici sia del vandalismo dell’uomo, ed è stata quindi messa in sicurezza con appositi supporti oltre ad aver ottenuto, nel 2017, il riconoscimento del Ministero della Cultura come primo “Monumento verde d’Italia”, a garanzia di una tutela che non si ferma.  

Attraversare la Val d’Orcia, il castello di Spedaletto

La visita alla Quercia delle Checche permette di attraversare la Val d’Orcia e di ammirarne la bellezza e il fascino, toccando anche la località di Spedaletto, sempre inclusa nel territorio di Pienza, castello fondato nel XII secolo dal religioso Ugolino da Rocchione, per dare ospitalità ai pellegrini e ai viandanti che percorrevano la Via Francigena, poi fortificato per custodire il grano. Oggi ospita strutture per l’accoglienza dei turisti.  

Palazzo Massaini, una storia esemplare 

Protagonista di un fenomeno che ci dice molto sulla passione di turisti e visitatori per i panorami è Palazzo Massaini, per la sua ampiezza autentico borgo, situato lungo la Sp 146, tra Montepulciano e Pienza. Struttura già imponente e bellissima, realizzata su un rilievo che accoglie anche altri edifici (compresa una canonica, una chiesetta e gli annessi per il lavoro della fattoria), quella di Palazzo Massaini è diventata prediletta dai viaggiatori da quando, sulla strada, è stato aperto un percorso circondato da cipressi che porta al castello. Da quel momento, in qualsiasi stagione, auto e pullman turistici si fermano per ammirare il panorama, soprattutto quando sullo sfondo si stagliano tramonti di grandissimo effetto scenografico, sormontati dal torrione di pietra che è l’elemento architettonico di maggior rilievo dell’intero complesso. 

Grazie al territorio, una gamma infinita di opportunità 

Naturalmente con questa serie di luoghi non riteniamo di aver esaurito l’argomento “Panorami a Pienza”; proprio per la conformazione del territorio, ondulato e circondato da colline, le viste si moltiplicato, anche al di fuori delle direttrici più battute, percorrendo per esempio sentieri, di cui il territorio è ricchissimo, a piedi o in bici, e di cui parliamo in un’altra sezione.  

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