Il territorio di produzione del vino Orcia è considerato la campagna più bella del mondo: come è noto, nel 2004 l’Unesco l’ha inserita nel Patrimonio dell’Umanità, primo territorio rurale a ricevere questo riconoscimento.
La bellezza del paesaggio caratterizza tutto il territorio di produzione del vino Orcia che varia da quello lunare delle Crete Senesi alle dolci colline con file di cipressi, castelli, abbazie, poderi e borghi medievali della Val d’Orcia. I campi di cereali dominano il panorama alternandosi con pascoli, piante di ulivo secolari e, appunto, vigne.
La lunga storia del vino in Val d’Orcia
Oggi i dodici comuni dell’Orcia DOC sono fra le destinazioni turistiche più esclusive anche grazie all’offerta enogastronomica del territorio. Secondo alcune ricerche, già gli Etruschi, e poi i Romani, avrebbero conosciuto, apprezzato e consumato le uve della Val d’Orcia, terra dove comunque la coltivazione della vite ha origini millenarie. Negli ultimi decenni questa produzione ha conosciuto un forte impulso, specializzando quella vinicola, anche sull’onda di quanto avvenuto da una parte a Montalcino, con il Brunello, dall’altra a Montepulciano, con il Nobile, che nascono su terre limitrofe, a pochi chilometri di distanza.
La denominazione a garanzia della qualità
Il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, DOC Orcia ha dunque sancito la qualità di questo vino che, in pochissimi anni, ha raggiunto livelli qualitativi di assoluto pregio. Significativo che la denominazione sia nata il giorno di San Valentino del 2000, grazie all’amore per la loro attività e alla tenacia di alcuni produttori, fondatori del Consorzio Vino Orcia. Oltre al nobile Sangiovese, fil rouge dell’intera produzione vincola del sud senese, presente al minimo al 60%, per il rosso sono ammessi i vitigni internazionali: questo uvaggio consente di interpretare al meglio il gusto contemporaneo.

La rete produttiva
Negli anni è cresciuto anche il numero delle aziende che operano nell’ambito della denominazione, a conferma della validità del prodotto e della vitalità del comparto, per vini dalla ben delineata personalità e dunque particolarmente riconoscibili. Undici, oltre a Pienza, sono i Comuni compresi nella denominazione: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei territori di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena. Ad ottenere la certificazione DOC sono stati anche il rosato, il bianco e il Vin santo.
L’Orcia DOC, protagonista di eventi
I vini Orcia DOC sono commercializzabili dal marzo successivo alla vendemmia, tranne i rossi di maggior pregio, il Riserva e il Sangiovese Riserva, che devono invecchiare, rispettivamente, 24 e 30 mesi di cui 12 o 24 in botti di legno; il Vin santo deve invecchiare almeno 3 anni. Ogni anno, in primavera, il Consorzio organizza l’Orcia Wine Festival, evento dedicato al vino e al territorio che rappresenta l’evento di punta di un’intensa attività culturale, e, in inverno, DiVinOrcia, che dal 2024 presenta in anteprima le nuove annate in commercio.
Orcia DOC in numeri
A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati, su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255.631 bottiglie realizzate dalle circa 60 cantine nel territorio di cui oltre 30 socie del Consorzio di tutela che, dal 2014, ha l’incarico di vigilanza e promozione erga omnes nei confronti di tutti i produttori della denominazione.

Degustare i vini della Val d’Orcia
L’Orcia Doc rosso appare subito con colore rubino intenso (nei vini giovani) tendente al granato (nei vini più invecchiati). Al naso esprime profumi di frutti rossi maturi, ciliegia, prugna, violetta e spesso eleganti note speziate (tabacco, pepe, cuoio). Al gusto è generalmente secco, caldo e morbido, con tannini ben presenti ma integrati e una freschezza tipica del Sangiovese. L’equilibrio tra acidità, alcol e struttura è la chiave; il finale può essere persistente con un piacevole retrogusto fruttato o speziato.
Abbinamenti a tavola
Il vino Orcia DOC, grazie alla sua struttura e complessità, si presta a numerosi abbinamenti con piatti della cucina tipica toscana come i pici al ragù di cinta senese, le pappardelle al cinghiale, o i tagliolini al tartufo bianco delle Crete Senesi. Ideale naturalmente con carni rosse alla griglia, arrosti di maiale o agnello, brasati e selvaggina. L’Orcia DOC valorizza infine la classica bistecca alla fiorentina, ma è ottimo anche con pecorini stagionati, formaggi erborinati o a pasta dura, e con i salumi toscani.