Il Duomo di Pienza, voluto da Pio II è stato costruito tra il 1459 e il 1462, è uno dei monumenti più rappresentativi del Rinascimento italiano.
Progettato da Bernardo Rossellino, riflette le idee di Leon Battista Alberti e le suggestioni delle Hallenkirchen tedesche, conosciute dal pontefice durante i suoi soggiorni in Germania.
La facciata in travertino è suddivisa da paraste e organizzata su due ordini; le edicole e il grande oculo nella parte superiore caratterizzano questa splendida architettura e richiamano gli elementi tipici del tempio classico.
All’interno, le tre navate di uguale altezza sono illuminate da ampie finestre e creano un ambiente luminosissimo che Pio II definì nei Commentari “domus vitrea”.
Tutta la struttura rappresenta la sintesi del progetto umanistico del papa: unire la purezza della classicità con gli ideali cristiani.
La chiesa presenta cinque cappelle: tre nell’abside e due nei bracci della crociera. Gli altari ospitano pale commissionate a importanti pittori senesi: Sano di Pietro e Giovanni di Paolo, ancora legati al gusto tardogotico, e Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Matteo di Giovanni, più vicini al linguaggio rinascimentale. Queste opere sono tra i primi esempi di pale rinascimentali con cornici ispirate agli edifici classici ma ancora dipinte su fondo oro che richiama la metafisica della luce ricercata da papa Pio II nella costruzione del duomo.
Tutte le pale raffigurano la Vergine con il Bambino, tranne una dedicata all’Assunzione che si lega indissolubilmente alla titolazione della cattedrale.
Il percorso nella cattedrale inizia dalla navata di destra, con la Pala di Sant’Antonio di Giovanni di Paolo. La Madonna è inginocchiata davanti al Bambino adagiato sul suo grembo, circondata da angeli che formano un trono ideale. Ai lati compaiono Sant’Antonio Abate, San Francesco con le stimmate, San Bernardino con il monogramma e Santa Sabina con la palma del martirio. La lunetta raffigura un drammatico Compianto sul Cristo morto, reso con forte intensità emotiva.
Segue la Pala di San Matteo di Matteo di Giovanni, il più giovane dei pittori scelti da Pio II. Qui l’artista accoglie pienamente le novità rinascimentali: la Madonna siede su un elegante trono, in sacra conversazione con Giovanni Evangelista, Bartolomeo, Caterina d’Alessandria e Lucia. I volumi solidi e la resa prospettica rivelano l’influsso di Piero della Francesca e della cultura fiorentina. La lunetta con la Flagellazione di Cristo mostra corpi dinamici e modellati, memori delle Fatiche di Ercole di Pollaiolo.
Nella cappella successiva si trova il tabernacolo del Santissimo Sacramento di Bernardo Rossellino, con paraste corinzie, ornati classicheggianti e due angeli che sostengono l’ostensorio. Dello stesso Rossellino è il tabernacolo degli oli santi, con la colomba dello Spirito Santo nella lunetta.
Al centro dell’abside è collocato il coro ligneo del 1462, formato da diciannove stalli in noce.
I dossali posteriori presentano forme gotiche con archi acuti e motivi a colonnine, mentre quelli anteriori e il grande leggio mostrano un linguaggio già rinascimentale, riflettendo l’armonia tra tradizione e innovazione che caratterizza l’intero edificio.
Nella cappella sinistra si trova la Pala dell’Assunta del Vecchietta, artista di grande prestigio. L’opera, firmata, richiama l’architettura della facciata del duomo con la struttura a tre scomparti e il timpano spezzato. La Vergine Assunta, avvolta in un ricco manto dorato, è posta al centro, mentre ai lati compaiono figure di santi tra cui Caterina da Siena, canonizzata da Pio II nel 1461.
Segue la Madonna col Bambino e i santi Girolamo, Martino, Nicola e Agostino, ancora di Matteo di Giovanni: il trono di Maria è decorato da cammei e marmo rosa.
Il percorso termina con la Pala di Sano di Pietro, dove la Madonna col Bambino e i santi Maria Maddalena, Filippo, Giacomo e Anna sono rappresentati con un’impostazione ancora gotica. Mancando una vera spazialità rinascimentale, si apprezzano soprattutto la ricchezza cromatica e i preziosi tessuti, come il broccato dorato del trono e il tappeto orientale.