La Fiera del Cacio di Pienza, ideata e voluta negli anni ‘60 dal Maestro Dario Formichi, Presidente della Pro Loco, ha tre anime, tutte importantissime.
L’idea della piazza come luogo sociale
Una è rappresentata dall’idea della piazza, spazio vitale voluto da Papa Pio II, inaugurata nel 1462, al termine dei lavori di realizzazione dell’intero, nuovissimo centro abitato, che è il simbolo di un modo diverso e nuovo di vivere la città: luogo di incontro, di vita collettiva e sociale, come è ancora, dopo quasi sei secoli.

Il gioco del cacio al fuso
L’altra anima è quella del gioco: fin dall’inaugurazione di Pienza, la piazza è stata la sede in cui si gioca e si festeggia pubblicamente. Il Gioco del cacio al fuso, prova di abilità che consiste nel far avvicinare il più possibile la forma di pecorino al bersaglio (il fuso), fissato al centro della piazza, è erede diretto di questa tradizione; molto amato a Pienza, era stato coltivato nei secoli nelle aie e nei poderi, prima di diventare, sempre ad opera del Maestro Formichi, elemento centrale della fiera.
Il cacio pecorino di Pienza
Il terzo elemento è, naturalmente, il cacio stesso, forma di pecorino di piccole dimensioni, consumabile fresco o stagionato, di cui già parlano il Cardinale Giacomo Ammannati (1422-1479), edificatore di uno dei palazzi che si trovano nel centro di Pienza, o lo stesso Pio II, nei Commentarii, dopo un viaggio compiuto nelle Crete Senesi, verso Monte Oliveto Maggiore, vantandone la bontà. Molti secoli dopo, nell’800, col nome di Cacio di Pienza viene esportato verso l’America e la Francia il pecorino raccolto nei poderi delle Crete. Il successo attuale di questo alimento sano, genuino, gradito ad ogni gusto e adatto a ogni regime alimentare si riscontra nel consenso incondizionato dei consumatori che vedono nel prodotto un’altra delle sane espressioni del territorio.

La più importante manifestazione popolare
La Fiera del Cacio, giunta nel 2025 alla 63.a edizione, è la più importante manifestazione popolare di Pienza, organizzata dalla Pro Loco e dalle Contrade, che con i rispettivi colori si confrontano nel gioco, con il supporto o la co-organizzazione del Comune, e si estende normalmente sull’arco di una settimana.
Il programma degli eventi
In questo periodo, in cui Pienza è attraversata dal clima elettrizzante della sfida contradaiola, si susseguono numerose manifestazioni come la fiera vera e propria, con l’esposizione di prodotti eno-gastronomici locali, anche biologici, cene, dimostrazioni dal vivo della lavorazione dello squisito, inimitabile formaggio pecorino, degustazioni, esibizioni dei musici e degli sbandieratori e dei giovani che eseguono il tradizionale ballo del trescone, e soprattutto “riti” previsti dal regolamento del gioco, dalla scelta della forma di cacio che sarà utilizzata per la competizione alla gara per i più giovani.
La competizione
Ma per provare a comprendere lo spirito della Fiera del Cacio di Pienza, occorre assistere alla sfida del gioco di cui i protagonisti più ammirati sono gli specialisti più anziani che, nella loro elegante tenuta della domenica, mettono nella prova grande passione e altrettanta serietà nel rispettare la tradizione e rappresentare i propri colori. La contrada vincitrice riceve un panno dipinto da un artista.