Una trattazione particolare merita la tappa di Radicofani. Posta su un’altura dominante, con la sua rocca imponente, fu uno dei luoghi chiave del controllo del passaggio dei pellegrini. Qui si intrecciano spiritualità, potere e accoglienza. Radicofani offriva ospitalità, ma anche regole e protezione lungo uno dei tratti più impegnativi del cammino. La Fortezza di Radicofani, posta sulla sommità di un antico vulcano, è ancora oggi un potente punto di riferimento visivo, visibile da gran parte della Val d’Orcia.
Radicofani e Ghino di Tacco
La fama della rocca è legata anche alla figura di Ghino di Tacco, vissuto tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Nobile ghibellino di origine senese, Ghino trasformò la fortezza in una base da cui controllava e talvolta assaliva viandanti e potenti, risparmiando spesso i poveri e i pellegrini, secondo un proprio codice di giustizia. Questa fama gli valse l’appellativo di “brigante gentiluomo”.
Le sue vicende sono narrate da Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio. Secondo la tradizione, la sua parabola si concluse con una riconciliazione con le autorità ecclesiastiche: ottenne il perdono papale e fu nominato cavaliere e priore dell’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma.
In epoca contemporanea, il politico Bettino Craxi fece proprio l’appellativo di Ghino di Tacco, attribuitogli dal giornalista Eugenio Scalfari, utilizzandolo in un editoriale sull’«Avanti!» e instaurando un rapporto particolare con il paese di Radicofani.
La Villa Medicea di Radicofani: struttura per pellegrini
A Radicofani, lungo uno dei tratti più impegnativi della Via Francigena, la presenza della Villa Medicea testimonia il ruolo centrale del borgo non solo come luogo di controllo militare, ma anche come punto di assistenza e ricovero per i pellegrini. Voluta dalla famiglia Medici tra il XVI e il XVII secolo, la struttura rientra nella politica granducale di tutela delle vie di comunicazione, sicurezza dei viaggiatori e organizzazione dell’accoglienza. Attualmente di proprietà privata, è in fase di restauro e recupero a fini ricettivi. Di fronte alla villa si trova anche una preziosa fonte medicea.
Bosco Isabella (Radicofani): simbolismo e contemplazione
Lungo l’antico tracciato della Via Francigena si estende Bosco Isabella, uno dei giardini storici più suggestivi della Val d’Orcia. Non è un bosco naturale in senso stretto, ma un parco romantico ottocentesco, ideato come luogo di passeggio, meditazione e sosta. Realizzato nella seconda metà dell’Ottocento per volontà di Odoardo Luchini e dedicato alla moglie Isabella, il parco unisce natura, architettura e immaginazione, configurandosi come un vero “giardino di viaggio”.