Il “Sentiero dell’Arte e dell’Anima” è un percorso caratterizzato da installazioni artistiche realizzate dai maggiori scultori del panorama internazionale del XX secolo.
Sono 28 panchine, sculture in pietra di travertino interpretate dai grandi artisti e dislocate nel paesaggio, una collezione di 28 elementi donati dal mecenate svizzero Mr. Urs Rechsteiner della Fondazione Urs Rechsteiner, alla Città di Pienza.
Il Sentiero, lungo circa 2,5 km, inizia scendendo dalla piazza Pio II verso il vicolo che giunge alla “Porta al Santo”; qui il visitatore incontra la prima panchina realizzata da Giò Pomodoro; seguono quelle di Cordelia von den Steinen, di Pietro Cascella e di Mauro Berrettini collocata sotto l’abside del Duomo; poi ancora le panchine di Riccardo Grazzi, di Spender, di Philippe e Adami collocate lungo l’orto Piccolomini.
Proseguendo la strada si giunge alla piazza Dante Alighieri, da qui scendendo verso la Pieve del Corsignano, si trovano le opere di Peysere, Tilson e poi di Tarabella; poi ancora le scultura di Ciulla, Nisi e Aitiani.
Proseguendo lungo il sentiero si possono poi ammirare le opere degli altri maestri fra cui Nado Canuti, Mino Trafeli e Mirella Forlivesi. Nell’incrocio fra via Santa Caterina e il Podere il Pino c’è la scultura firmata da Berrettini e Grazzi in memoria e ricordo di un’allieva del professore ed artista Mauro Berrettini. Di fronte si può ammirare la scultura di Renato Corsi.
Il punto in cui il sentiero incrocia il bosco è caratterizzato dalla panchina di Kan Yasuda. Il visitatore ha la possibilità di immergersi nella natura, ammirare queste forme d’arte che diventano un elemento unico con il paesaggio meraviglioso della Val d’Orcia.
Uscendo dal bosco si raggiunge l’oliveto dove sono collocate le opere di Ugo Nespolo, Georg Dietzler, Rinaldo Bigi, Kurt Laurenz Metzler, Venturino Venturi, Sandro Chia e Jacopo Cascella.
Il Sentiero termina presso il podere il Sasso con la scultura di Daniel Couvreur.
Il Sentiero dell’arte e dell’anima, innovativa esperienza di conoscenza e scoperta del territorio, è simbolicamente caratterizzato dal Guardiano della Valle, una statua rivestita in malta di cemento che rappresenta l’immagine di un uomo seduto che protegge con la sua imponenza i pellegrini viaggiatori e la terra della Val d’Orcia.
L’opera è stata ideata dall’imprenditore Lorenzo Nisi, realizzata dalla società Corto Circuito e dall’artista Antonio Borrelli.