Nel cuore della Val d’Orcia a circa un chilometro da Pienza sorge l’antica Pieve di Corsignano, uno dei pochi elementi architettonici rimasti dell’antico borgo, trasformato successivamente dal progetto di Pio II.
Intitolata ai santi Vito e Modesto, due martiri siciliani vissuti durante le persecuzioni di Diocleziano, la pieve risulta caratterizzata da una singolare torre campanaria di forma cilindrica. La suggestiva architettura è realizzata in pietra arenaria estratta dalle zone limitrofe e risale all’VIII secolo. La pieve dei Santi Vito e Modesto rimane oggi l’unica struttura plebana sopravvissuta nel territorio pientino dove nel 1405 venne battezzato Enea Silvio Piccolomini, Pio II, e suo nipote Francesco Tedeschini Piccolomini divenuto papa nel 1503 con il nome di Pio III.
I due battesimi sono menzionati nella lapide situata sopra al fonte battesimale posizionato sulla destra, all’ingresso, dove si legge: Hic duo Pontifices sacri baptimatis undas, Patrus accepit, et pius inde Nepos.
La pieve ha una facciata a capanna decorata da elementi di gusto lombardo e, sotto al motivo ad archetti ciechi, si osserva una bifora suddivisa da due archi e una singolare figura femminile che sostiene con la testa il pulvino e che probabilmente rappresenta la figura della Vergine Maria protettrice dagli inganni e dai bassi istinti animaleschi rappresentati sotto di lei, nel portale di ingresso. L’architrave sottostante è decorato infatti da un fregio in bassorilievo di grande interesse: è presente la figura della sirena bicaudata circondata da esempi di vita scellerata che l’uomo può migliorare e rendere perfetta abbandonando i sensi e raggiungendo la perfezione dell’anima.
Sul portale compaiono anche altre singolari figure come volti e una rosetta al centro di due teste di ariete. Secondo alcuni studiosi questi elementi si trovano di frequente sugli edifici costruiti dai Cavalieri Templari e la pieve non a caso si trova su una delle più importanti soste sulla via Francigena.
Voltando sul lato destro della pieve, quello che si affaccia sulla val d’Orcia, il visitatore può ammirare un bellissimo bassorilievo che corona l’ingresso laterale; sono rappresentati: la Cavalcata dei Re magi, l’Annuncio ai pastori e la Natività.
L’interno della chiesa è molto semplice e diviso in tre navate coperte da un soffitto a travi lignee. La navata centrale termina con l’altare e il crocifisso ligneo realizzato dal Maestro di Camaiore della prima meta del XIV secolo. I grandi pilastri quadrangolari che suddividono lo spazio interno, sono caratterizzati da capitelli con elementi vegetali e semplici decorazioni geometriche. Il capitello del penultimo pilastro della navata di sinistra riporta una eccezionale rappresentazione che allude ai culti della terra e alle energie ctonie; si tratta della rappresentazione di due serpi vicini probabilmente simboli che si riferiscono al Serpente regolo o reale, caratteristica divinità romana assai diffusa nelle tradizioni popolari toscane e laziali.
Sulla parte destra della pieve si scende nella piccola cripta caratterizzata da una abside e coperta da volte a crociera. Sull’unica colonna centrale ancora richiami alla simbologia forse di origine celtica che rappresenta il principio della creazione: il Centro Sacro, un bassorilievo formato da un quadrato con due croci greche. Sul capitello della piccola colonna è inciso un elemento simile a quello prima descritto.
Recentemente, fra il 2020 e il 2024, sono stati effettuati degli scavi archeologici nella zona esterna absidale; qui sono emerse tracce di tre absidi insieme ad alcune sepolture dislocate su diverse altezze.