Centro Storico Patrimonio Unesco

Palazzo Piccolomini di Pienza

Accanto alla Cattedrale di Santa Maria Assunta si affaccia il maestoso Palazzo Piccolomini, la residenza privata di Pio II.

L’edificio sorge sul luogo dove era edificata la casa natale del pontefice, Enea Silvio Piccolomini, e rappresenta uno dei capolavori del primo Rinascimento italiano. Fu progettato da Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, e combina l’eleganza del palazzo fiorentino con l’armonia della villa romana. E’ uno degli edifici simbolo di Pienza e offre ai visitatori l’esperienza unica di immergersi nei fasti e nell’eleganza di una nobile dimora del Quattrocento, perfettamente conservata e aperta sul paesaggio armonioso della Val d’Orcia.

La facciata, in pietra arenaria e travertino, si ispira al palazzo Rucellai di Firenze. È suddivisa su tre ordini con cornici marcapiano, finestre a croce guelfa e lesene doriche e corinzie. La luce, tema tanto caro a Pio II, inonda gli ambienti interni grazie alle grandi finestre che si aprono anche sul cortile centrale, vero cuore dell’edificio.

Il palazzo venne restaurato nel Novecento dal conte Silvio Piccolomini e da sua moglie Anna Menotti, che riportarono la dimora al suo antico splendore rispettando il progetto originale. Alla morte del conte, nel 1962, la proprietà passò alla Società Esecutori di Pie Disposizioni, con l’impegno di trasformarla in museo.

Oggi i visitatori possono accedere al palazzo dall’ingresso su piazza Pio II e scoprire al piano terra le eleganti sale voltate, oggi usate per mostre ed eventi. Salendo lo scalone monumentale si raggiunge il piano nobile, cuore del percorso museale, dove si conservano arredi, dipinti e oggetti originali che raccontano cinque secoli di storia della famiglia Piccolomini.
Tra gli ambienti più affascinanti spicca la Sala della Musica, con soffitto ligneo decorato da quattro “P” intrecciate – Pius Piccolomineus Papa Pientinus – e pareti rivestite in cuoio policromo del Seicento.
Vi si trovano raffinati mobili, cassoni nuziali dipinti, credenze intarsiate e preziosi manufatti come il tavolino a lira di Carlo Gibertoni o lo stipo in pietra paesina.

Le sale ospitano numerosi ritratti di famiglia come quello di Alessandro Piccolomini, umanista e astronomo o quello di Orazio Piccolomini, ritratto da Giusto Sustermans pittore di corte della famiglia Medici.
A metà del percorso il visitatore si potrà affacciare dalla Loggia panoramica da dove si apre una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia, con il Monte Amiata e la rocca di Radicofani.

Il percorso prosegue nel piano nobile con la Camera di Pio II dove si conservano dipinte sulla parete di ingresso della stanza, le grottesche, attribuite al giovane Antonio Bazzi detto il Sodoma e il profilo del Papa racchiuso in una nicchia;  una splendida tavola di Matteo di Giovanni raffigurante la Madonna con Bambino e santi, recuperata nel 2010 dopo il furto avvenuto negli anni 70 del secolo precedente e un bel cassone rinascimentale in legno dipinto. Seguendo il percorso si incontrano le gallerie con l’albero genealogico dei Piccolomini disegnato da Antonio Ruggeri e inciso da Giorgio Widman e Arnold Van Westerhout (1685), antiche maioliche e tessuti rinascimentali . La visita continua nella Biblioteca di Pio II che all’epoca del papa era la sala da pranzo estiva, dove sono esposti incunaboli, documenti legati al pontefice e alla famiglia Piccolomini ma anche opere di autori antichi come Plinio, Ovidio e Virgilio.

Conclude il tour del palazzo la terza galleria dove si possono ammirare il ritratto del generale Ottavio Piccolomini, uno dei più grandi generali del suo tempo, protagonista della Guerra dei Trent’anni (Praga, 1620) e due Bastoni del Comando appartenuti alla famiglia del XVII secolo.

Dal cortile del palazzo si accede al giardino pensile, uno dei primi esempi italiani di epoca rinascimentale. Descritto nei Commentari di Pio II lo spazio è diviso  in  quattro aiuole di bosso e alberi di alloro,  al centro una piccola fontana. La sua struttura richiama quella del giardino del Paradiso ed è luogo di meditazione ma anche di godimento della natura. Appena si entra, sulla destra uno splendido pozzo ottagonale in travertino caratterizzato dallo stemma dei Piccolomini e da alcuni  bassorilievi vegetali che richiamano l’arte dello scultore senese Antonio Federighi.


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