Sulla Via del Casello che si affaccia sul panorama mozzafiato della Val d’Orcia da dove si vedono Radicofani, il Monte Amiata, Montalcino è stato inaugurato nel 2012 il Largo Mario Luzi.
Il poeta cominciò a frequentare Pienza dagli anni settanta dello scorso secolo, per lui questi luoghi erano fonte di ispirazione in cui l’anima poteva rassicurarsi immergendosi nella bellezza del paesaggio.
Pienza è anche città della poesia grazie all’amore del poeta per questi luoghi e al prezioso Centro Studi Mario Luzi La Barca collocato via San Carlo Borromeo, che oggi raccoglie e custodisce una parte dei capolavori donati dal poeta alla città, che lo celebra dal 2022 con la rassegna Poeti per Mario Luzi evento culturale di alto livello che viene organizzato all’interno del Palazzo Piccolomini.
Nel vicolo è stata collocata una targa con alcuni versi del poeta:
Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi
Nella sua cavalcata verso il mare,
nella sua ressa d’armento sotto i gioghi
e i contrafforti dell’interno, vista
nel capogiro degli spalti, fila
luce, fila anni luce misteriosi…
Il vicolo del Casello è collegato al Corso Rossellino da quattro suggestive ‘viuzze’; sono la Via della Fortuna, la Via dell’Amore, la Via del Bacio e la Via Buia. Meta di tanti turisti questa zona della città assai singolare riflette sicuramente il sentimento d’amore con cui il Papa volle ricostruire il suo antico borgo natio e che ben si rispecchia nelle parole di Giovanni Pascoli: Pienza “Nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”. Queste piccole strade però non sono opera del papa umanista ma prendono il loro singolare nome solo in tempi più recenti dando alla città ideale un aspetto romantico e magico tanto amato dai turisti di tutto il mondo.
Non risultano pubblicazioni o testi scientifici che spieghino questa romantica toponomastica della città ma nel Bollettino parrocchiale, firmato da Don Armando Faneschi del 15 agosto 1954 viene forse spiegato l’utilizzo dei singolari nomi.
Il sacerdote afferma che fu un sindaco di Pienza a scegliere i nomi delle strade “ un dì [..] fu costui e a memoria di questa sua avventura […] , appiccicò questi nomi a queste mura”.