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Romitorio di Pienza

Romitorio di Pienza

Poco distante dal centro storico di Pienza il visitatore può ammirare un luogo suggestivo, scavato nella scarpata di arenaria situata sotto la chiesa di Santa Caterina, vicino alla Pieve di Corsignano: è il romitorio di Pienza, il luogo in cui eremiti o piccole comunità monastiche si ritiravano in preghiera e isolamento.

Il sito, oggi visitabile su prenotazione, si affaccia sullo scorcio meraviglioso della val d’Orcia, verso la vetta del Monte Amiata. E’ stato riportato alla luce solo dal 1996 grazie all’intervento dei privati che hanno ripulito e riportato in essere questo suggestivo ambiente.

Il documento più antico relativo al romitorio risale al 1344 come riporta l’iscrizione sulla lapide sepolcrale: “AN.D.MCCCCXXXXIV- Voi che venite prendete a mente me che giaccio nel monimento, tal fui come voi siete,tal so come voi  sarete, dite un Pater Noster per l’anima di Fr. Luca”. Documenti successivi attestano la presenza di romiti fino al 1768.

Gli ambienti del romitorio sono fortemente caratterizzati da sculture e qualche affresco oggi in stati di conservazione abbastanza precari  e di difficile datazione.

Fra le sculture più affascinanti sono da menzionare: un gruppo di quattro figure, due delle quali donne vestite con abiti lunghi che probabilmente dovevano affiancare la figura di un Cristo alla colonna, oggi scomparso. Altre sculture si osservano nell’ambiente adiacente alla chiesa: la testa di Cristo, il volto di un frate e l’immagine della sirena caudata che si trova anche sul portale della Pieve di Corsignano.

Il famoso architetto Jan Piper nel suo fondamentale volume Pienza. Il progetto di una visione umanistica del mondo, suppone che il romitorio possa essere stato una sorta di rappresentazione del Santo Sepolcro. Tale intuizione può essere confermata, secondo lui, oltre che dalla tipologia delle sculture rimaste, dalla posizione in cui si trova. Il Romitorio è situato infatti in un punto strategico fra la Pieve di Corsignano e San Quirico su una delle più importanti varianti della via Francigena dove i pellegrini potevano sostare prima di arrivare a Roma.


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